IL 15 LUGLIO TECNICI E I COMITATI CONTRO IL CARBONE SARANNO PRESENTI ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI INDETTA PRESSO IL MINISTERO DELL'AMBIENTE PER RIBADIRE CHE TVN NON PUO' RIMANERE IN ESERCIZIO IN ASSENZA DELL'AUTORIZZAZONE INTEGRATA AMBIENTALE: LA LEGALITA' VA RIPRISTINATA.
Il lavoro di contrasto alla centrale a carbone stà producendo risultati importanti e nell'arco di un mese la popolazione ha potuto vedere la differenza tra un cielo di nuovo giallo, provocato dal "carbone pulito" che bruciava, e il cielo azzurro come in questi giorni a centrale spenta.
La continua presentazione di petizioni, diffide e denunce mantiene i riflettori accesi su tutte le illegalità di TVN.
La centrale è stata collaudata illegalmente e dal 24 dicembre scorso è priva di Autorizzazione Integrata Ambientale.
Costringere Enel a richiedere una nuova AIA significherà ridurre drasticamente molti inquinanti: vite salvate.
A noi non basta: sappiamo quanti veleni siano stati riversati sulla nostra terra negli anni delle vecchie centrali e che molte patologie attuali sono il risultato dell'inquinamento d'allora.
Domani al Ministero dell'Ambiente avrà luogo una conferenza dei servizi dove Enel ancora una volta chiederà una mano per taroccare Il valore fissato dalla competente Commissione IPPC per il monossido di carbonio (CO). La commissione lo ha limitato a 50 mg per metro cubo di fumo che esce dalla ciminiera; Enel chiede di emetterne 150, sostenendo che si tratta di un impianto all'avanguardia e 150 mg/mc di CO sono un effetto collaterale sotto il quale non si potrebbero far funzionare gli impianti. Ma il cielo giallo che siamo tornati a vedere nelle scorse settimane parla da solo su quanto sia sporco il loro "carbone pulito". Domani le popolazioni saranno di nuovo lì, dentro il Ministero a lottare per la vita di tutti. Si noteranno, come al solito, le ingombranti assenze dei sindaci di Tarquinia, Tolfa, Allumiere, Santa Marinella e Civitavecchia, sindaci che dimostrano ogni volta come la firma apposte agli accordi economici con Enel si siano tradotte in silenzio su tutto.
Loro non saranno mai perdonati dai cittadini che, invece, hanno saputo unire le loro forze per fare ciò che loro, nel loro ruolo di amministratori, avrebbero dovuto fare, commissionando un monitoraggio che non tiene conto dei biechi interessi di parte, ma usa la tecnologia e la scienza per produrre dati certi.
Il momento che viviamo ci invita a riflettere su ciò che abbiamo fatto e a prendere decisioni su ciò che faremo. E' un impegno che ci chiede capacità al dialogo per trovare soluzioni nuove, che sappiano tenere in considerazione tutti i punti di vista e costruire un futuro migliore di quello che possiamo immaginare ora.
Ci hanno dato respiro i risultati conseguiti in questi ultimi giorni, anche grazie all'azione della Procura della Repubblica che ha saputo riconoscere la fondatezza delle nostre argomentazioni, e la forte iniziativa di Greenpeace, fatta in tutta Italia contro il carbone e contro gli assassini del clima.
Per questo i cittadini, proprio nella giornata in cui si recheranno presso il Ministro dell'Ambiente, per la conferenza dei servizi, porteranno, presso la sede Romana di Greenpeace, dei prodotti della terra dell'Alto Lazio, da offrire allo staff a ringraziamento della loro azione .
Frutta, verdura e vino della nostra terra generosa e orgogliosa dei suoi millenari sforzi, per produrre ottimi prodotti agricoli, da cui migliaia di famiglie traggono reddito per vivere.
L'azione contro il carbone di Greenpeace, in occasione del G8, ci ha fatto sentire, una specie da proteggere: dagli inquinatori e dai killer dell'ambiente.
Grazie di cuore a Greenpeace.
www.noalcarbone.blogspot.com
www.nocoketarquinia.splinder.com
Niente carbone a TVN
Sul nostro territorio, i dati epidemiologici parlano già ora di: alte percentuali di tumori polmonari pleurici e alla trachea, di malattie linfatiche ed emopoietiche, di un aumento dell'incidenza di insufficienza renale cronica, di una crescita esponenziale di asma bronchiale ed allergie. Tra i danni che il carbone arrecherà all'Alto Lazio, si stimano (Externe.info) 300 mln di euro per la spesa sanitaria nel periodo d'esercizio previsto della riconvertenda TVN, più una sanzione di circa 500 mln di euro a carico del popolo italiano derivante dalla violazione degli accordi di Kyoto. Il carbone pulito non esiste.

martedì 14 luglio 2009
15 luglio 2009, Autorizzazione Integrata Ambientale per TVN: tutto da rifare (speriamo di no)
Sondaggio su l'Espresso: vota il tuo candidato per la Segreteria del PD
Sul sito de l'Espresso http://espresso.repubblica.it/polls.jsp?idpoll=2104257&ref=hpsond
un sondaggio chiede agli elettori del PD quale sia il candidato preferito, per ricoprire il ruolo di Segretario.
L'esito è piuttosto ovvio: Grillo schiaccia tutti gli altri. E il marciume fa quadrato.
Sulla "centrale fallita di Montalto monumento simbolo della sconfitta della politica energetica..."
Da Maremmaoggi.it
"Ecco cosa scrive Sergio Rizzo sul Corriere della Sera a proposito della Centrale di Montalto di Castro.
13/07/2009 9.32.00 - CENTRALE NUCLEARE MONTALTO DI CASTRO SI O NO
Sprezzanti del ridicolo l'hanno pomposamente battezzata: «Centrale Alessandro Volta». Pensate! Dare il nome dell'inventore della pila, praticamente il padre dell'elettricità, a una centrale che sta quasi sempre spenta. Insomma, una specie di pila esausta. Benvenuti a Montalto di Castro: monumento gigantesco al fallimento della politica energetica italiana costruita sulle ceneri del nucleare, inutilmente costato almeno 250 euro a ogni italiano, lattanti e vegliardi compresi. E come sempre accade in Italia le responsabilità di un simile disastro si dissolvono in una nebbia impalpabile, dove tutti sono un po' colpevoli, quindi nessuno lo è. I politici della prima Repubblica, quelli della seconda, l'Enel, i petrolieri. Perfino gli ambientalisti che si battevano contro l'energia atomica. La centrale di Montalto di Castro è stata anzi la loro più grande sconfitta.
nella foto storica i lavori di costruzione della centrale nucleare di Montalto di Castro negli anni 80
A metà degli anni 80 erano agguerritissimi. Qualche anno prima c'era stato l'incidente di Three Mile Island che aveva dato spunto al famoso film Sindrome cinese e il movimento antinucleare si era diffuso in tutta Europa. Anche se non aveva molta udienza presso i governi. Per gli oppositori dell'atomo, in Italia, non andava molto meglio. Finché, nella primavera del 1986 a Chernobyl, in Ucraina, si verificò la catastrofe nucleare più grave della storia. E gli eventi precipitarono. Il governo del segretario socialista Bettino Craxi cavalcò immediatamente l'onda antinucleare. Ben presto furono superate anche le resistenze all'interno della Democrazia cristiana e dello stesso Partito comunista. E il referendum del 1987 passò con un consenso mai registrato prima. Di colpo, in Italia, i nuclearisti erano scomparsi. Era novembre, al governo Craxi era subentrato quello di Giovanni Goria: tutto avvenne con una rapidità impressionante, considerando i tempi geologici delle decisioni italiane. Con un paradosso, che gestire la frase di transizione toccò a un ministro, tra gli altri, Adolfo Battaglia, esponente dell'unico partito, quello repubblicano, che aveva sostenuto fino all'ultimo, contro tutto e tutti, la scelta nucleare. Per prima cosa la chiusura delle centrali in attività. I quesiti referendari non avrebbero in teoria obbligato l'Enel a fermare i reattori. Ma il Psi e la Dc, con l'appoggio del Pci, interpretarono così la volontà politica degli elettori. E fecero spegnere gli interruttori. E i lavori alla centrale di Montalto di Castro, quasi completata, vennero interrotti. A quel punto cominciò una danza a suon di quattrini. L'Enel e le imprese fornitrici rivendicarono innanzitutto i danni. E pure il pagamento dei pezzi ordinati e non consegnati, come appunto il reattore di Montalto di Castro. Poi la società elettrica, allora guidata da Franco Viezzoli, fece presente che si rischiava il blackout. Bisognava provvedere e il Parlamento, nel quale erano entrati anche gli alfieri del movimento antinucleare, come Gianni Mattioli, non alzò un dito. Non lo alzò quando le importazioni di elettricità prodotta con il nucleare in Francia esplosero. Ma non le alzò neppure quando si decise di costruire, accanto alla centrale nucleare di Montalto di Castro, già costata 7 mila miliardi di lire e che non fu smantellata perché si sarebbe speso troppo (sic!), un secondo impianto da ben 3.200 Megawatt, a policombustibile. Grande quattro volte di più e con una specie di sberleffo agli ambientalisti costituito da una orrenda ciminiera alta 150 metri che si può ammirare da decine di chilometri. Altri 7 mila miliardi di lire, per una centrale nata già vecchia (non era a ciclo combinato, come quelle che venivano costruite allora in tutto il mondo) e con costi di esercizio insostenibili. Tanto insostenibili che oggi una delle centrali più grandi d'Europa resta accesa soltanto 2 o 3.000 ore l'anno, sulle teoriche 8.600 ore, perché l'energia prodotta lì è troppo cara. Intanto i privati non se ne stavano con le mani in mano.
Molti italiani che avevano votato sì al referendum antinucleare erano stati convinti dalla promessa che si sarebbe abbandonata la strada dell'atomo per quella delle energie rinnovabili. Il governo approvò una delibera, la famosa delibera del Cip 6 che concedeva incentivi profumati ai produttori di elettricità pulita. Soltanto che ci infilarono all'ultimo momento, dopo «energie rinnovabili», le paroline «e assimilate». Spalancando un'autostrada agli industriali siderurgici ma anche ai petrolieri che intascarono migliaia di miliardi di contributi pubblici, bruciando i «Tar»: così si chiamano gli scarti della lavorazione del petrolio. Montedison, Falck, Riva, Moratti, fecero soldi a palate.
E le famose energie rinnovabili? Di quelle per vent'anni neanche l'ombra. Nel 2007 l'Italia produceva con il solare un cinquantesimo dell'elettricità prodotta in Germania attraverso il fotovoltaico. In compenso siamo diventati il Paese con il record mondiale del consumo degli inquinanti idrocarburi per la produzione di energia elettrica. Per non parlare dei costi. Quanti italiani dopo aver già sborsato 8 miliardi di euro per pagare all'Enel e ai suoi fornitori i danni dell'uscita dal nucleare, sanno che ancora pagano sulla bolletta elettrica un sovraprezzo destinato a una società pubblica, la Sogin, per lo smaltimento delle vecchie scorie? E che lo pagheranno ancora per una quindicina d'anni nella migliore delle ipotesi? Se la fallimentare operazione di Montalto di Castro è costata 250 euro a ogni cittadino italiano, 15 miliardi e mezzo di euro in tutto compresi i maggiori costi del petrolio rispetto a quelli dell'uranio, l'uscita dal nucleare è stata ancora più cara: 424 euro pro capite, cioè 25,5 miliardi di euro. E con quale risultato? Che siamo il Paese europeo più dipendente dal petrolio e dove l'energia costa più cara, che siamo il fanalino di coda delle energie rinnovabili, che abbiamo il primato delle importazioni e che ora abbiamo deciso di tornare al nucleare, per volontà di alcuni di quei politici che venti anni fa avevano persuaso gli italiani a uscirne. E Montalto? Tranquilli, ci sono buone probabilità che l'atomo torni anche lì. Secondo il presidente di Edf, il partner nucleare dell'Enel, Pierre Gaddonneix, quello è un posto ideale per una centrale nucleare. Come la chiameranno stavolta?
Sergio Rizzo Corriere della Sera
L'impianto di TVN riconvertito a carbone può funzionare entro i parametri di legge? La Procura verifica
Da TcrGiornale.it/news
Certificazioni Tvn, la Procura verifica. Diffida al Ministero
di Katia Trombetta
lunedì 13 luglio 2009 19:08
La Procura della Repubblica ha avviato una serie di verifiche in merito alle certificazioni ambientali della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord, con specifico riferimento alla certificazione ISO 14001, dopo che la certificazione Emas era già stata sospesa in via cautelativa lo scorso 12 giugno 2009 proprio da parte del Comitato per l'Ecolabel e per l'Ecoaudit (sezione Emas Italia). La Procura, quindi, starebbe verificando se l'impianto termoelettrico può esercitare le sue funzioni in presenza della sola certificazione ISO, in assenza dell'Emas, sospesa perché sostanzialmente riferita non all'impianto riconvertito a carbone.
Se l'ISO non fosse quindi sufficiente a garantire l'esercizio di Tvn si potrebbe addirittura procedere al blocco della produzione. Un aspetto che è stato affrontato anche dal Movimento no-coke Alto Lazio, Forum Ambientalista e dai consiglieri comunali di Civitavecchia e Tarquinia, rispettivamente Manuedda e Tosoni, i quali hanno indirizzato una diffida al Ministero dell'Ambiente, e per conoscenza alla Procura della Repubblica. Nel testo si afferma che anche la certificazione ISO 14001 non era relativa all'impianto autorizzato nel 2003 nella sua configurazione a carbone, determinando quindi un tempo massimo per il rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale di 5 anni. Secondo la diffida Enel non si sarebbe attenuta a questo dato normativo (decreto 59/2005). Si chiede quindi l'inibizione dell'esercizio - comprese le attività di collaudo - della centrale fino al rinnovo dell'AIA.
sabato 11 luglio 2009
TVN: la centrale è FUORILEGGE. Si fermerà la centrale o si cambierà la legge?

da TrcGiornale.it/news
"Aia Tvn, il 15 conferenza dei servizi. Nel mirino i monossidi d'azoto"
È fissata per il prossimo 15 luglio alle ore 15 a Roma, presso la Sala Europa del Ministero dell'Ambiente, una nuova seduta della conferenza dei servizi per il riesame dell'autorizzazione unica della centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord, limitatamente gli aspetti dell'autorizzazione integrata ambientale.
All'incontro, ovviamente, è convocato anche il comune di Civitavecchia che, viste le numerose assenze del passato, pare non sia particolarmente interessato all'argomento.
In realtà vale la pena ricordare che il nostro comune, come gli altri enti convocati, ha diritto all'espressione di un parere e che il suo pronunciamento potrebbe risultare determinante nelle decisioni che saranno assunte, trattandosi peraltro del comune nel cui territorio ricade l'impianto. Ma di cosa si parlerà il 15 luglio? Al centro del dibattito ci saranno i livelli di monossido d'azoto. Nel corso dell'ultima conferenza dei servizi dell'8 aprile, infatti, si era proceduto alla definizione del Piano di monitoraggio e controllo della centrale di Torre Valdaliga Nord e dei limiti di emissione di arsenico, fluoro, cloro e monossido di azoto. Rispetto a quest'ultimo inquinante il valore prescritto è stato di 50 mg/N metro cubo, quale media giornaliera. Enel però lo scorso giugno ha scritto al Ministero ribadendo che "l'obiettivo di contenimento del monossido d'azoto contrasta tecnicamente con l'altro forte obiettivo di contenimento della produzione di ossidi di azoto, decisamente perseguito sulle caldaie di Torre Nord con un avanzato sistema di bruciatori a bassi Nox". Enel spiega nel dettaglio che le caldaie, sebbene di ultima generazione, sono state progettate per valori più alti di 50, valori che comunque all'epoca della progettazione - spiega sempre l'azienda elettrica nella sua lettera - erano al di sotto dei limiti massimi di legge, poiché si perseguì "l'obiettivo della massima compatibilità ambientale della trasformazione a carbone". Enel allega anche una nota dei fornitori delle caldaie - Ansaldo-Babcock-Hitachi - i quali rispondono alla richiesta della società di reimpostare le caldaie per un limite di 50 giornaliero, affermando che non si può scendere sotto i 150 e che addirittura non ci sarebbero soluzioni alternative. Enel chiede quindi di riportare la prescrizione al limite di 150, facendo presente che in caso contrario si determinerebbe "la non esercibilità dell'impianto". Di tutto questo, come si diceva, si parlerà il 15 luglio a Roma.
NDR: come pensate che agirà Moscherini, dopo aver incassato i soldi di enel vendendo la nostra salute? Agirà per far rispettare la legge, nell'interesse della nostra comunità? O si batterà per gli affari del gigante velenoso?
venerdì 10 luglio 2009
"Le azioni di Greenpeace e la mistificante informazione di enel"
Comunicato
"Il Forum Ambientalista esprime tutta la propria solidarietà e sostegno agli esponenti di Greenpeace che hanno organizzato pacifiche manifestazioni di protesta in alcune centrali a carbone italiane, tra cui Civitavecchia, per porre in risalto l’inutilità di qualsiasi vertice contro i cambiamenti climatici, come quello che si terrà in occasione del G8, fino a quando le politiche energetiche non metteranno al bando l’uso del combustibile tra i più dannosi tra quelli fossili: il carbone.
Un azione, quella di Greenpeace, che mettendo in evidenza la grande quantità di emissioni climalteranti ed inquinanti legate alla combustione del carbone, va a colmare il silenzio delle istituzioni nazionali e locali dinanzi alle gravi carenze sul piano amministrativo ed ambientale che contrassegnano tali progetti, primo fra tutti quello della riconversione di TVN, di cui la recente sospensione della certificazione EMAS e l’imposizione del rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale sono testimonianza.
Grave è poi che ENEL, e quanti per esso, abbiano utilizzato anche questa occasione per continuare ad alimentare la sterile e dannosa contrapposizione tra lavoratori e cittadini che da anni lacera il tessuto cittadino e a propagandare una sequela di vere e proprie falsità quali definire l’impianto a “100% carbone pulito” o affermare che le emissioni di C02 saranno ridotte del 18% rispetto al vecchio impianto.
Carbone pulito che tanto pulito non è se, tanto per fare un esempio, non riesce nemmeno a rispettare i limiti di 50 mg/Nm3 imposti dalla Commissione IPPC per il monossido di carbonio sulla base di quanto previsto dai documenti europei circa le migliori tecnologie disponibili alle quali la centrale di TVN si dovrebbe attenere.
Si legge infatti nella nota ENEL prot. 22192 del 9 giugno 2009 che “…si richiede…venga rivalutato il limite di emissione di CO prescritto…” e che “Il mancato recepimento della presente richiesta…comporterebbe di fatto la non esercibilità dell’impianto”.
Come a dire che Torrevaldaliga Nord non può funzionare senza inquinare.
E’ appena il caso di ricordare che secondo L’Agenzia Europea per l’Ambiente l’esposizione al monossido di carbonio, anche a basse concentrazioni, rappresenta un pericolo per la salute umana che comporta un incremento del numero di decessi e un aumento delle visite cardiologiche, di angina ed infarto cardiaco, di attacchi ischemici transitori ed ictus cerebrali, di infezioni respiratorie e di visite per malattie dell’apparato respiratorio (in particolare la brocopneumopatia cronica ostruttiva, BPCO).
Così come la tanto sbandierata diminuzione del 18% di Anidride Carbonica (CO2), non trova riscontro in alcuno dei documenti ufficiali dove invece si legge che le emissioni di CO2 saranno pari a 10.730.000 T/a (DEC.MAP 55/02/2003) a fronte delle 7.338.833,7 T/a emesse dal precedente impianto ad olio combustibile (registro INES 2002).
Quantità enormi che, oltre a concorrere significativamente all’aumento dei gas climalteranti ed ai conseguenti cambiamenti climatici, porteranno l’Italia a sforare il tetto di emissioni consentite e, per questo, a pagare pesanti sanzioni.
Se a ciò aggiungiamo che il Ministero dell’Ambiente ha imposto il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, che, all’oggi, la centrale sta esercendo la propria attività in assenza di autorizzazione e che su tale evento l’ente energetico, così come le istituzioni, non hanno sentito alcun bisogno di informare la popolazione ci si rende conto di quale sia il tipo di informazione che piace ad ENEL: quella a un senso unico; il senso dei profitti aziendali.
Meno male che, però, c’è Greenpeace!
la Responsabile locale
Simona Ricotti
Altro che inceneritori e CDR: inaugurazione del Centro Riciclo di Colleferro
LUNEDI' 13 LUGLIO dalle ore 16 si terrà l'inaugurazione ufficiale del Centro Riciclo di Colleferro il famoso impianto di trattamento dei rifiuti urbani differenziati che recupera i materiali e ne fà una fonte di reddito. Evitando di ricorrere ad inceneritori e discariche.
Come portavoce della Campagna pubblica SUI RIFIUTI "NON BRUCIAMOCI IL FUTURO" ANNUNCIO che LUNEDI' 13 LUGLIO dalle ore 16 si terrà l'inaugurazione ufficiale del Centro Riciclo di Colleferro il famoso impianto di trattamento dei rifiuti urbani differenziati che recupera i materiali e ne fà una fonte di reddito.....evitando di ricorrere ad inceneritori e discariche.
Il Centro di Colleferro è stato realizzato su una medesima progettazione di quello di Vedelago (TV), realizzato quindici anni fà da CARLA POLI e tuttora modello di efficienza e di sperimentazione ed all'avanguardia in Europa intera.
L'APPUNTAMENTO PER CHI VIENE DA ROMA E' ALL'USCITA DELL'AUTOSTRADA PER COLLEFERRO C'E' UNA ROTONDA CON UN MISSILE...EMBLEMATICO
E CHE NON SI PUO' NON NOTARE.
Il nostro amico Loris Talone, titolare del Centro, ci ha chiesto di provvedere ad invitare Cittadini - Comitati - associazioni che fanno riferimento alla nostra CAMPAGNA PUBBLICA NON BRUCIAMOCI IL FUTURO e gli organi di stampa per intervenire alla manifestazione e visitare l'impianto stesso.
L'inaugurazione sarà fatta alla presenza del Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, dell'assessore all'ambiente Piermichele Civita e della Giunta provinciale, dei Consiglieri Provinciali di Roma e dell'amm.ne comunale di Colleferro.
Saranno presenti Carla Poli, quale partner tecnologico dell'impianto ed il suo staff di Vedelago oltre agli inviti diretti che lo staff di Talone ha provveduto ad emanare.
INVITO A NOME DELLA CAMPAGNA PUBBLICA QUINDI TUTTI I COMITATI ED ASSOCIAZIONI DEL LAZIO, CHE SOSTENGONO LA TECNOLOGIA DELLA RIDUZIONE - RIUSO - RICICLO - RECUPERO QUALE UNICA E VERA ALTERNATIVA ALL'INCENERIMENTO, AD ESSERE PRESENTI PER CAPIRE REALMENTE IL PROCESSO INDUSTRIALE DALL'ENTRATA ALLO STOCCAGGIO.
IL PORTAVOCE
MASSIMO PIRAS 340 3719350
Vergognosa "ltalia dei valori"
Nulla che ci sorprenda più di tanto, viste le passate dichiarazioni di Alvaro "Homer" Balloni: http://www.centumcellae.it/leggi.php?id=24627%22
Ancora si inste per bruciare CDR nella centrale a carbone a TVN. Noi sappiamo che questo toglierebbe la patata bollente dalle mani di politici incapaci di risolvere altrimenti il problema "rifiuti". Per lo stesso motivo Piero "MarrAsshole" Marrazzo ha abbandonato la causa del no al carbone: nonostante le promesse elettorali e le mille menzogne ai danni degli elettori.
Per le cenerentole ricordiamo che il CDR di qualità si può produrre per mezzo di una una efficientissima raccolta differenziata, quindi mancano le più elementari precondizioni perché si possa parlare di una ipotesi simile. Comunque disastrosa per la nostra salute e il nostro futuro.
VERGOGNA!
Firma per la campagna NON BRUCIAMOCI IL FUTURO, una proposta VERA e PERCORRIBILE per il trattamento dei rifiuti conveniente e non autodistruttivo.
Civitavecchia: Greenpeace e cittadini a TVN
Clicca qui per leggere la nota per intero: "Il Comitato Ecolabel Ecoaudit ha sospeso la certificazione EMAS della centrale di Torre Valdaliga Nord e, conseguentemente, il Ministero dell'Ambiente è stato costretto a sancire la necessità del rinnovo dell'autorizzazione". Lo rende noto con soddisfazione il Movimento no coke Alto Lazio, che chiede ora la sospensione dell'attività della centrale fino alla nuova Autorizzazione Integrata Ambientale. Leggi la nota.
giovedì 9 luglio 2009
Serve la tua firma per la campagna "NON BRUCIAMOCI IL FUTURO". Per una gestione intelligente dei "rifiuti" e contro gli inceneritori
CAMPAGNA NON BRUCIAMOCI IL FUTURO DELLA REGIONE LAZIO: DALL' 11 LUGLIO FIRMA A FAVORE DELLA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PER UNA REGIONE LAZIO SENZA INCENERITORI.
PER INFO clicca qui.
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GLI AMICI DI BEPPE GRILLO raccoglieranno le firme a:
* ROMA: Piazza S. SONNINO (lato opposto al cinema Reale) dalle 18 alle 24
* ALBANO: Piazza SAN PIETRO dalle 11 alle 20
* VELLETRI: Via LATA 50 (festa tesseramento velletri a 5 stelle) dalle 19,30 in poi
altri banchetti a:
* ROMA: Piazza MASTAI dalle 16 alle 24
* CIVITAVECCHIA: Piazza REGINA MARGHERITA (zona mercato) dalle 9 alle 13 - Piazza FRATTI (zona il ghetto) dalle 17 alle 23
* ANAGNI: (Loc. OSTERIA DELLA FONTANA) davanti la Chiesa di San Giuseppe dalle 9,30 alle 22
* FIUMICINO: Mercato Via FOCE MICINA angolo Via DELLE OMBRINE dalle 9 alle 13
* CECCHINA: Piazza S. D'ACQUISTO dalle 21 in poi
* PAVONA: Piazza DEL MERCATO dalle 20 in poi
Una figura da cretino
Un messaggio per il G8: Greenpeace in azione nelle centrali a carbone italiane
Dopo aver "assaltato" già quattro impianti sul suolo italiano, Greenpeace artefice di un nuovo raid nel cantiere della centrale a carbone di Civitavecchia, con un messaggio per il G8 riunito: STOP THIS!
Leggi le news cliccando sui link qui sotto:
Secondo giorno: le centrali occupate salgono da quattro a cinque
G8 incapace di agire. Il caos climatico si avvicina
In azione in quattro centrali a carbone italiane. Messaggio di Greenpeace al G8 sul clima
I soliti servili sindacati non si sono fatti attendere per una contro-risposta, talmente scontata e in malafede che non merita di essere riportata. Purtroppo tutti sappiamo cosa siano ormai diventati, i sindacati italiani.
martedì 7 luglio 2009
Continua il dibattito: il prof. Mattioli ribatte su Chicco Testa (aka "pimby col culo degli altri")
A Chicco Testa dal prof. Gianni Mattioli. Su Chicco Testa leggi qui.
"Nel dibattito sull'energia nucleare ospitato dai media, Giuseppe Alcetta mi ha invitato ad "approfondire con un ambientalista come il Dr. Testa le argomentazioni che lo hanno portato sulla nuova via": il sostegno all'energia nucleare.
Spiegai ad Alcetta che non mi pareva utile andare ad imparare alcunché da uno che aveva pubblicato un libro che, almeno su due questioni cruciali - le dosi di radiazioni per i lavoratori e lo smaltimento dei rifiuti radioattivi - si limita a sostenere che il problema non c'è.
Aggiungevo anche qualche dubbio sul suo ruolo di ambientalista, dal momento che gli anni della sua presidenza dell'ENEL sono quelli che hanno visto l'Italia agli ultimi posti nell'impegno per il decollo delle energie pulite e rinnovabili.
Alcuni giorni dopo ho letto su un giornale una piccata risposta di Testa, contenente due affermazioni.
1) Impari Mattioli dal Premio Nobel della Fisica Chu che "inserisce il nucleare fra le fonti pulite".
2) Sotto la sua presidenza di Enel fu fondata Enel Greenpower.
Sul danno da radiazioni, avevo riportato quanto chiunque può leggere nelle pubblicazioni della Commissione Internazionale di Protezione dalle Radiazioni Ionizzanti, la più alta autorità internazionale in materia (In particolare: Pubblicazione 103 ICRP 2007).
Chiedere di valutare il danno sanitario delle radiazioni ad un fisico, sia pure premio Nobel, misura la cultura scientifica di Testa.
E quanto ai meriti di Enel in materia di fonti rinnovabili, qualsiasi tabella ci informa che solo negli ultimi tre anni è tardivamente avvenuto, anche in Italia, il decollo di fonti rinnovabili, sulla base di una legislazione europea di incentivi, tardivamente recepita dall'Italia.
Ma Testa è un Berlusconi in sedicesimo, per il quale basta affermare che il problema non c'è.
Gianni Mattioli
SLEGALITALIA VINCE, FINE DEL PROCESSO INIZIATO DOPO ANNOZERO
Slegalitalia ha raggiunto un primo grande risultato. 2 luglio 2009, Alessio De Sio, uno dei padri della centrale a carbone di Civitavecchia, che da sindaco della città portuale aveva detto no, no, no e poi sì al carbone e pochi mesi dopo siedeva nel consiglio d'amministrazione di un'importante ente elettrico, ha ritirato la querela contro la donna di Tarquinia attivista del Movimento No Coke Alto Lazio che ad ANNOZERO, nell'aprile 2007, ospite da Michele Santoro, raccontò coraggiosamente il repentino “si al carbone” del primo cittadino di Civitavecchia e venne denunciata.
Ma nell'estate 2009 il denunciante non ha avuto il coraggio di sostenere l'accusa ed ha cercato la rapida chiusura del processo, trasformato dai cittadini in un'opportunità per accendere ancora di più i riflettori sul mostro in costruzione. Ogni giorno che passa la centrale di TVN ha bisogno di un'illegalità in più per continuare a funzionare. Chi vuole lucrare bruciando il combustibile fossile più inquinante che esiste, nonché killer del pianeta per le emissioni di CO2, sente che le protezioni di destra e di sinistra non bastano più a coprire lo sporco del carbone; non basta chiamare carbone pulito quei cumuli neri tolti alla vista, ma che finiranno bruciati eliminando sostanze velenossime; si vorrebbero emettere alcuni composti tossici in quantità maggiori anche di 10 volte i limiti europei rivendicati e ottenuti dai cittadini con una presenza assidua e assillante al Ministero dell'Ambiente per il riesame dell'AIA. È questo il caso dei 39.000 quintali di acido cloridrico, che si volevano riversare su Tarquinia e dintorni ogni anno, in nome della “possibilità di accesso ad importanti aree di mercato”. Ma non è finita qui, ENEL ci riprova, confidando nel silenzio dei politici locali, e non solo, anche di quelli che ogni giorno rinnegano il giuramento d'Ippocrate.
In questo momento la sostanza tossica che marca l'illegalità è il monossido di carbonio, quello che ammazza la gente nel sonno: la società elettrica ne vorrebbe emettere 58.500 quintali l'anno, tre volte oltre la soglia da norme europee. Stavolta ENEL afferma che se non potrà emetterne 58.500 quintali l'anno, dovrà spegnere l'impianto. Messaggi in codice per i politici? La gallina dalle uova d'oro non ne farà più? I rubinetti si potrebbero chiudere? Sta nascendo un'Italia senza feudatari e sanguisughe, corrotti al punto di dare in pasto anche i propri figli pur di esserci a spartire; un'Italia senza parassiti millenari.
I cittadini dell'Alto Lazio ringraziano per la solidarietà ricevuta i fratelli di Vicenza, della Val di Susa, di San Pietro di Donà, della Valle di Ledro, di Fossano, di Brindisi, di Gualdo Cattaneo, di Albano, di Acerra e tanti altri che hanno avuto la pazienza di ascoltare un dramma come il loro. Il 4 luglio saremo col cuore a Vicenza dove i cittadini stanno per affrontare un altro processo per aver difeso la propria libertà. Qualcuno di noi cercherà di esserci anche fisicamente.
Slegalitalia a tutti.
Comitato dei Cittadini Liberi di Tarquinia
www.cittadiniliberi.blogspot.com
www.nocoketarquinia.splinder.com
lunedì 6 luglio 2009
il Ministero dell’Ambiente impone all’ENEL il rinnovo dell’AIA della centrale a carbone di TVN
Movimento no coke Alto Lazio: Grazie alla determinazione dei cittadini, il Ministero dell’Ambiente impone all’ENEL il rinnovo dell’AIA della centrale a carbone di TVN che sta funzionando a pieno regime pur in assenza di autorizzazione. Si ripristini la legalità,la centrale va fermata!
A seguito della diffida circa la non validità della registrazione EMAS da noi presentata nell’ultima Conferenza dei Servizi svoltasi presso il Ministero dell’ambiente e grazie all’impegno della Procura della Repubblica che ha riconosciuto valide le argomentazioni da noi addotte,avviando un inchiesta,il Comitato Ecolabel Ecoaudit ha sospeso la certificazione EMAS della centrale di Torrevaldaliga Nord e, conseguentemente, il Ministero dell’Ambiente è stato costretto a sancire la necessità del rinnovo dell’autorizzazione.
Un fatto che rende giustizia alle nostre reiterate denunce di carenze e lacunosità nell’iter autorizzativo e che è stato reso possibile da cittadini e consiglieri comunali (molto pochi in verità) che si sono trasformati in tecnici per tutelare la salute e l’ambiente della propria terra e colmare la latitanza dei Sindaci del comprensorio, primo fra tutti Moscherini, che, proni davanti ai milioni di euro elargiti da ENEL, hanno abdicato al loro ruolo di garanti della salute dei cittadini.
La richiesta di rinnovo dell’autorizzazione, peraltro, evidenzia come l’accordo quadro stipulato tra la Regione Lazio, la provincia di Roma e i Comuni del comprensorio, propedeutico alla concessione dei contributi economici aveva la sua ragione di essere nella sola volontà di imbavagliare gli amministratori locali sulle gravi carenze della Valutazione d’impatto ambientale e dell’iter amministrativo della centrale, sulle grave situazione di sofferenza sanitaria delle popolazioni, sulle indecenti condizioni di mancanza di sicurezza sul cantiere e sulla non rispondenza delle modalità di carico e scarico dei materiali pulverulenti rispetto a quanto previsto nell’atto autorizzativo.
Ma la sospensione della certificazione EMAS, e la conseguente presa d’atto della necessità di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale sancisce anche, e soprattutto, quanto da noi più volte denunciato: dal 25 dicembre u.s la centrale sta funzionando, peraltro dal 7 giugno u.s. a pieno regime, in assenza di autorizzazione.
Ora la legalità deve essere ripristinata e il Ministero dell’Ambiente, autorità competente in materia, deve agire di conseguenza e, anche in virtù delle tante anomalie che emergono dai relativi carteggi, sospendere l’attività della centrale fino all’avvenuto rinnovo dell’Autorizzazione all’esercizio della centrale.
Le popolazioni dell’Alto Lazio continueranno a vigilare attentamente, pronte a denunciare ogni irregolarità e/o omissione sarà posta in essere sia da ENEL che da quanti sono istituzionalmente deputati al controllo.
L’arroganza di ENEL che ha definito il provvedimento del Ministero “illegittimo e gravemente lesivo degli interessi di ENEL produzione” non ci fermerà.
Ad oggi i fatti parlano chiaro: di illegittimo ci sono solo i tanti tentativi dell’ente energetico di aggirare norme, prescrizioni e limiti autorizzativi; gli unici interessi lesi sono quelli della popolazione privata del diritto di vivere in un ambiente che non venga ulteriormente avvelenato dalla combustione del carbone.
Quella centrale non deve entrare in funzione: sappia ENEL che su questo, in nome del futuro dei propri figli, le popolazioni dell’Alto Lazio non daranno tregua.
Movimento No Coke Alto Lazio
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"Comune Civitavecchia: Moody's taglia rating da A1 ad A2"
Interessante notizia, riportiamo integralmente da MF DOw Jones - Borsa Italiana.
Comune Civitavecchia: Moody's taglia rating da A1 ad A2
ROMA (MF-DJ)--Moody's ha rivisto al ribasso il rating dell'emittente e sul debito del Comune di Civitavecchia da A1 ad A2. L'outlook e' stabile.
La valutazione, spiega l'analista di Moody's, tiene conto del deterioramento della performance di bilancio e del crescente indebitamento dell'amministrazione comunale. Negli ultimi anni il Comune di Civitavecchia ha registrato importanti risultati finanziari, sostenuta da contributi straordinari da Enel legati alle conseguenze ambientali della conversione a carbone della centrale di Torrevaldaliga Nord. Escludendo questi contributi straordinari, la performance operativa della citta' appare debole. red/ren
(END) Dow Jones Newswires
July 01, 2009 12:15 ET (16:15 GMT)
Copyright (c) 2009 MF-Dow Jones News Srl.
Gianni Mattioli a Giuseppe Alcetta: Chicco Testa sostiene il ritorno al Nucleare non certo da posizioni “Ambientaliste”.
Gianni Mattioli a Giuseppe Alcetta: Chicco Testa sostiene il ritorno al Nucleare non certo da posizioni “Ambientaliste”.
"Temo che i lettori non siano più molto appassionati alla lettura di un dibattito – quello tra me e Giuseppe Alcetta – che ormai rischia di scadere nello scambio di punzecchiature tra due vecchi tignosi.
Non ho certo la presunzione luciferina di convincere Alcetta e, se sono intervenuto, lo ho fatto per la opportunità che la stampa ci dà, di far circolare un po’ di informazione.
Ma, se vogliamo portare avanti, pure da sponde opposte, questo nobile obiettivo, dovremmo attenerci al tema e fornire, appunto, osservazioni puntuali.
A che serve, allora, l’inno a Chicco Testa con cui Alcetta apre il suo ultimo contributo? Prenda esempio Mattioli – questo è il messaggio – da un ambientalista come Testa che ha guidato la lotta antinucleare ed ora dichiara – nel suo libro “Tornare al nucleare?...” - di essersi pentito. Ma lo ha letto, Alcetta, il libro di Testa? Immagino di no, altrimenti non mi inviterebbe ad “approfondire con Testa le argomentazioni che lo hanno portato sulla nuova via”. Mi limito a due esempi.
Ancora nel 2007 la Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni ionizzanti (ICRP), nella sua pubblicazione 103, dopo aver ricordato che dosi comunque piccole di radiazioni possono causare tumori e danni genetici, indica ai governi la dose massima ammissibile di radiazioni per i lavoratori e per le popolazioni dei siti nucleari, valide in condizioni di routine: si tratta di dosi alle quali – come spiega ICRP - è associato un rischio ben determinato, ma esse non possono essere abbassate, a meno di rinunciare alle attività nucleari. Quale rischio? Se questo rischio fosse legittimato in altri settori, si avrebbe che, ad esempio, alla Fiat si avrebbero 50 morti all’anno. Come tratta questo argomento cruciale Testa nel suo libro?
“Argomento sparso a piene mani dalle campagne antinucleari. Il modo più semplice per verificare questa ipotesi mi è parso quello di domandare ai miei ex-colleghi di EDF i dati sulla mortalità dei lavoratori nelle centrali nucleari francesi”. Su una problematica su cui lavorano gruppi di ricerca di radioprotezionisti di tutto il mondo, Testa inaugura un nuovo metodo di ricerca scientifica: andare a chiedere ai dirigenti di EDF quanti sono i morti per tumore tra i lavoratori.
E ancora, in materia di stoccaggio affidabile di rifiuti nucleari. E’ problema per il quale non esiste oggi nessuna soluzione e negli USA o in Francia è in atto un grande sforzo di ricerca fondamentale, ma Testa scrive: “Da tempo i diversi Stati, che utilizzano l’energia nucleare e le organizzazioni scientifiche, sia nazionali che internazionali ad essi collegati, hanno individuato le soluzioni idonee.”
Non voglio avanzare supposizioni sui motivi che hanno indotto Chicco a cambiare posizione, ma prego Alcetta almeno di non propormelo come modello di scientificità.
Certo , che in quegli anni alla presidenza di Enel vi fosse un ambientalista, nessuno se ne è accorto e Chicco resta per il posto che occupava, uno dei massimi responsabili dell’enorme ritardo accumulato dall’ italia nel decollo di energie rinnovabili.
Per il resto, prendo atto 1) che Alcetta convenga con me che in Francia il consumo pro capite di petrolio è maggiore che in Italia (ma non doveva il nucleare ridurre significativamente i consumi di combustibili fossili?) e 2) che il contributo dell’intero programma nucleare del Governo inciderà più che marginalmente (5%) sui nostri consumi, ma distogliendo lo sforzo del Paese da quella corsa per le fonti rinnovabili che già vede protagonisti l’Europa e Obama. 3) Quanto a Di Maio, mi pare di aver già indicato il fraintendimento che Alcetta fa delle sue parole.
E ricordo infine ad Alcetta la visita che facemmo con la commissione al cantiere di Montalto di Castro. Si trattava dell’edificio Reattore, nel quale ci furono mostrate vistose discontinuità della gettata. Non ricorda?
Gianni Mattioli
martedì 23 giugno 2009
Civitavecchia: CNCMAS sull'inquinamento dell'acqua
Civitavecchia 22/06/2009
Al Sindaco di Civitavecchia
Gianni Moscherini
e.p. conoscenza
Alla Procura della Repubblica di Civitavecchia
Al Comando dei Carabinieri della Stazione di Civitavecchia
Il CNCMAS/L e l’ISDE/C, nel rispetto della direttiva sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale (dir. 2003/4/CE – d.l. 19/08/2005/195), chiedono a Lei, tutore per eccellenza della salute pubblica, di informare prontamente la popolazione sulla natura dell’inquinamento (batteriologico o chimico/industriale) responsabile dell’emergenza relativa alla non potabilità dell'acqua in alcune zone a nord di Civitavecchia, interessate anche dal divieto dell'uso dell'acqua per il lavaggio e per la cucina.
Secondo la direttiva 2003/4/CE, il non rendere disponibili al pubblico tali informazioni rappresenta la violazione di un diritto sancito dalla Commissione Europea e riconosciuto dallo stato italiano (decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195).
Questa richiesta riveste un carattere di estrema urgenza poiché queste zone sono tra quelle già oggetto di un’ordinanza comunale del febbraio 2009 (Borgata Aurelia - Agricasa, Carcere Aurelia, Zona Ente Maremma Pantano - Sant’Agostino, La Scaglia, Enel – Area Portuale – Zona Industriale, Cimitero Vecchio – Via Tarquinia - Centro Storico – Zona Bassa della Città, Punton de Rocchi – Santa Lucia – Cimitero Nuovo) di avviso alle gestanti, ai soggetti di età inferiore ai 14 anni ed ai pazienti affetti da patologie conclamate a carico del fegato, reni ed apparato cardiovascolare, di evitare il consumo dell’acqua distribuita dal Comune di Civitavecchia per uso di bevanda a causa del superamento nella stessa del contenuto massimo ammissibile di arsenico.
Il portavoce
Dott. Giovanni Ghirga
CNCMAS/L
Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute / Lazio
ISDE/C
International Society of Doctor for Environment / Civitavecchia
Civitavecchia, la barzelletta dell'Osservatorio Ambientale: Manrico Coleine presidente
Coleine eletto presidente dell’ Osservatorio Ambientale: Marrazzo e i sindaci del comprensorio fanno tutelare la salute all’ ex consigliere comunale che nel 2003 ha detto si al carbone.
La nomina di Manrico Coleine a Presidente dell’Osservatorio Ambientale rende ancor più evidente, semmai ce ne fosse stato bisogno, di quanto poco rassicuranti, se non esplicitamente in mala fede, siano le garanzie fornite da Marrazzo e dai Sindaci circa le azioni di monitoraggio, controllo e tutela dell’ambiente del territorio e della salute dei cittadini che saranno poste in essere dallo stesso Osservatorio.
Senza in questa fase entrare nel merito del ruolo e dell’organizzazione di quest’ultimo, è infatti indubbio che gli atti politici passati del Dr. Coleine, inizialmente fra i più convinti oppositori alla riconversione a carbone ma dopo brevissimo tempo ravvedutosi (fu tra i consiglieri che votarono favorevolmente la riconversione a carbone di TVN) non costituiscono un curriculum che tranquillizza.
Se a ciò si aggiunge che lo stesso Coleine è stato, fino al 2005, vicedirettore di quello stesso Osservatorio Ambientale che il sindaco Moscherini ha più volte additato come emblema di inefficienza, che il Ministero della Salute ha definito un organismo improduttivo, che ha persino attirato l’interesse della procura della Repubblica allarmata dalla mancanza di controlli, non si comprende a quali specifici meriti sia da attribuire tale nomina (si fa per dire, NdR).
Una nomina che suona come un premio all’inefficienza fin qui dimostrata, una promozione per essere riuscito ad evitare che si realizzasse qualsivoglia studio o iniziativa sulla reale condizione ambientale e sanitaria del comprensorio,.
Riteniamo che dopo l’oltraggio della riconversione a carbone la popolazione dell’Alto Lazio abbia diritto a controlli sull’ambiente che siano rigorosi e credibilmente imparziali.
E quale imparzialità può garantire un Osservatorio presieduto da uno dei padri della riconversione a carbone?
Di tutto ciò: di un osservatorio inutile e fantoccio alla guida del quale è stato posto, all’unanimità, uno dei responsabili della riconversione a carbone di TVN, della mancanza di controlli e di garanzie per la salute della popolazione, di quanto sta avvenendo ed avverrà come conseguenza della manipolazione e della combustione del carbone, i Sindaci del comprensorio portano una responsabilità piena e totale, alla quale non ci stancheremo di richiamarli in ogni dove.
Il re è nudo: le colpe dei Sindaci, acceccati dal potere e degradati dai soldi, dimentichi di ogni etica e del proprio ruolo di massimi tutori della salute pubblica, sono sotto gli occhi di tutti.
Nessuno può, né potrà, dire di non sapere; alcun alibi è più consentito.
Movimento No Coke Alto Lazio
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